Risoluzione del rapporto a seguito di accordo: accesso alla NASpI solo se entro il 31 gennnaio 2021

 


In caso di accordo collettivo, avente ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, l’accesso alla NASpI, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, è ammesso fino al termine di vigenza delle disposizioni che impongono il divieto dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo (Inps, messaggio 26 novembre 2020, n. 4464)


Come noto, ai fini dell’accesso all’indennità di disoccupazione NASpI è richiesto, quale presupposto, che la cessazione del rapporto di lavoro sia intervenuta involontariamente e che quindi l’assicurato possa fare valere lo stato di disoccupazione involontario. Ciò premesso, sono previste comunque delle ipotesi di accesso alla stessa che si differenziano dal licenziamento o dalla cessazione a seguito della scadenza del contratto a tempo determinato, tra le quali:
– dimissioni per giusta causa;
– risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione (art. 7, L. 15 luglio 1966, n. 604);
– dimissioni a seguito del trasferimento del lavoratore ad altra sede della stessa azienda. Al riguardo, qualora il trasferimento non sia sorretto da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, dunque indipendentemente dalla distanza tra la residenza del lavoratore e la nuova sede di lavoro, ricorre la giusta causa delle dimissioni;
– risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda, distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.
Orbene, alle predette fattispecie, si è aggiunta un’ulteriore ipotesi di accesso alla prestazione NASpI, che si caratterizza per la presenza di un accordo collettivo, avente ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, in deroga al divieto ed alla sospensione di licenziamenti collettivi e di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (art. 14, co. 3, D.L. n. 104/2020).
Dunque, pur operando di fatto una risoluzione consensuale, i predetti lavoratori, ove ricorrano gli ulteriori presupposti di legge, possono conseguentemente accedere alla prestazione di disoccupazione NASpI.
Tale possibilità, peraltro, si applica in tutti i casi di sottoscrizione degli accordi stipulati, riguardanti o meno aziende che possano accedere ancora ai trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica, e comunque tale accesso è ammesso fino al termine di vigenza delle disposizioni che impongono il divieto dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo.
In ogni caso, i lavoratori interessati sono tenuti, in sede di presentazione della domanda di indennità NASpI, ad allegare l’accordo collettivo aziendale, nonché, qualora l’adesione del lavoratore non si evinca dall’accordo medesimo, ma sia contenuta in altro documento diverso dallo stesso, la documentazione attestante l’adesione al predetto accordo.