Rimborso della mensa scolastica: domanda senza bollo

 


È esente dall’imposta di bollo l’istanza al comune, presentata dal genitore, per il rimborso della somma anticipata per l’erogazione della mensa scolastica (Agenzia Entrate – risposta 02 aprile 2021, n. 227).

Riguardo al caso di specie, il Comune istante non si limita a prendere atto dell’istanza di rimborso ricevuta, ma dopo una valutazione della stessa, provvede a emettere un mandato di pagamento con l’accredito di un importo superiore a 77,47 euro, assoggettato a Iva.


Il trattamento tributario, ai fini dell’imposta di bollo, delle fatture, note conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria prevede l’applicazione dell’imposta di bollo, fin dall’origine, nella misura di euro 2,00, per ogni esemplare; l’imposta non è invece dovuta quando la somma non supera euro 77,47.


In deroga al principio di generale applicazione dell’imposta di bollo sulle fatture, note, conti e simili documenti, è prevista l’esenzione dall’imposta di bollo delle fatture ed altri documenti riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto.


Inoltre, per i suddetti documenti sui quali non risulta evidenziata l’imposta sul valore aggiunto, l’esenzione è applicabile a condizione che gli stessi contengano l’indicazione che trattasi di documenti emessi in relazione al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto.


Ciò posto, per il principio di alternatività tra IVA ed imposta di bollo, l’istanza presentata dal genitore per il rimborso del corrispettivo del servizio mensa scolastica, è esente dall’imposta di bollo.