Riduzione del diritto annuale CCIAA

 

In base alle misure approvate lo scorso anno con il decreto di “Riforma della Pubblica Amministrazione”, a decorrere dal 2015 è prevista al riduzione del diritto annuale dovuto da imprese ed altri soggetti iscritti o annotati nei registri delle Camere di Commercio. Per l’anno 2015 la riduzione è stata adottata dal Ministero dello Sviluppo Economico con il decreto ministeriale 8 gennaio 2015 (di seguito “decreto”).

Visto che ad oggi il decreto non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso nota l’approvazione dello stesso con la Nota n. 18254 del 10 febbraio 2015, confermando l’adozione definitiva delle nuove misure del diritto camerale per l’anno 2015 secondo i criteri stabiliti dalla “Riforma della Pubblica Amministrazione”. Quest’ultima stabilisce in particolare che nelle more del riordino del sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (C.C.I.A.A.), l’importo del diritto annuale come determinato per l’anno 2014, è ridotto, per l’anno 2015, del 35 per cento, per l’anno 2016, del 40 per cento e, a decorrere dall’anno 2017, del 50 per cento.
Resta confermata, comunque, la possibilità per le camere di commercio di aumentare la misura del diritto annuale fino ad un massimo del 20 per cento per esigenze, previste dalla legge, di cofinanziamento di specifici progetti territoriali.
Sulla base dei criteri approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico, dunque, l’importo del diritto annuale dovuto per l’anno 2015 ad ogni singola camera di commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata nei registri deve essere determinato applicando una riduzione del 35 per cento alla misura fissata per l’anno 2014.
La riduzione deve essere applicata dopo aver calcolato l’importo del diritto annuale complessivamente dovuto.
Ai fini del versamento, dopo aver applicato la riduzione, l’importo complessivo dovuto a ciascuna camera di commercio deve essere arrotondato all’unità di euro, per eccesso, se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi, e per difetto, negli altri casi.
L’arrotondamento deve essere effettuato una sola volta sull’intero importo dovuto dall’impresa, comprensivo dell’importo dovuto per le eventuali unità locali ubicate nella medesima provincia, e dell’eventuale maggiorazione stabilita dalla Camera di Commercio.
Si ricorda che l’importo del diritto annuale dovuto per ciascuna unità locale è pari al 20 per cento di quello determinato per la sede legale.
Restano confermate, inoltre, le modalità e i termini di versamento del diritto annuale, che deve essere fatto:
– in un’unica soluzione entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi, mediante F24, per le imprese già iscritte;
– in un’unica soluzione al momento dell’iscrizione o, con F24, entro 30 giorni dalla stessa, per le imprese di nuova iscrizione.

Per i soggetti che versano il diritto annuale in misura fissa, applicando la riduzione del 35%, si ottengono i seguenti importi da applicare per l’anno 2015:

SOGGETTISEDE (importi in euro)UNITÀ LOCALE (importi in euro)
Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale del registro imprese (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli)57,2011,44
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria130,0026,00
Società semplici non agricole130,0026,00
Società semplici agricole65,0013,00
Società tra avvocati previste dal D.Lgs. n. 96/2001130,0026,00
Soggetti iscritti al REA19,50
Imprese con sede principale all’estero (per ciascuna unità locale/sede secondaria)71,50

Nel caso di imprese tenute al versamento del diritto annuale commisurato al fatturato, l’importo dovuto deve essere determinato applicando al “fatturato 2014” le aliquote già in vigore lo scorso anno, mantenendo nella sequenza di calcolo cinque cifre decimali. Una volta calcolato l’importo complessivo, deve essere applicata la riduzione del 35 per cento. Quindi, l’importo così determinato deve essere arrotondato, prima alla seconda cifra decimale e poi all’unità di euro, secondo la regola: per eccesso, se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi, e per difetto, negli altri casi.

Scaglioni di fatturato:

– da zero fino a euro 100.000,00, si applica in misura fissa pari a 130,00 euro;
– oltre euro 100.000,00 fino a euro 250.000,00, si applica l’aliquota dello 0,015%;
– oltre euro 250.000,00 fino a euro 500.000,00, si applica l’aliquota dello 0,013%;
– oltre euro 500.000,00 fino a euro 1.000.000,00, si applica l’aliquota dello 0,010%;
– oltre euro 1.000.000,00 fino a euro 10.000.000,00, si applica l’aliquota dello 0,009%;
– oltre euro 10.000.000,00 fino a euro 35.000.000,00, si applica l’aliquota dello 0,005%;
– oltre euro 35.000.000,00 fino a euro 50.000.000,00, si applica l’aliquota dello 0,003%;
– oltre euro 50.000.000,00, si applica l’aliquota dello 0,001%.

In ogni caso l’importo massimo del diritto annuale da versare è fissato in 26.000,00 euro.
In presenza di unità locali, è dovuto il diritto annuale per ciascuna unità locale, determinato in misura pari al 20 per cento di quello dovuto per la sede legale. In tali ipotesi, la riduzione del 35 per cento va applicata sull’importo complessivamente dovuto, comprensivo del diritto per le unità locali, e solo dopo aver calcolato l’importo al netto della riduzione deve essere applicato l’arrotondamento, secondo il criterio visto in precedenza.