Procedura di esodo incentivato con riscatto diretto a carico del datore dei periodi contributivi

 


Si forniscono precisazioni sulla procedura di esodo incentivato con riscatto diretto a carico del datore di lavoro dei periodi contributivi aggiuntivi idonei al conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia.


La Legge di bilancio 2017 ha previsto, per il triennio 2017-2019, il ricorso all’assegno straordinario per il sostegno al reddito in favore dei dipendenti del settore del credito ordinario e del credito cooperativo. Con apposito decreto il Ministero del lavoro ha disposto che il Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito ed il Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupabilità, dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo, provvedono nei confronti dei lavoratori che raggiungono i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sette anni, anche al versamento degli oneri correlati a periodi, utili per il conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili, precedenti all’accesso ai predetti Fondi di solidarietà. Gli oneri corrispondenti ai periodi riscattabili o ricongiungibili sono versati a tali Fondi dai datori e costituiscono specifica fonte di finanziamento.
Relativamente alla natura facoltativa dell’esercizio di detto riscatto, una volta avviate le procedure per ridurre il personale con incentivo agli esodi volontari, in termini generali occorre considerare che il riscatto ai fini pensionistici è un istituto attivabile a discrezione del diretto interessato, con onere a proprio carico, per valorizzare ai fini pensionistici determinati periodi espressamente previsti dalla legge e scoperti da contribuzione. Il riscatto, in quanto tale, ha dunque natura di vero e proprio negozio bilaterale, i cui effetti giuridici discendono dalla volontà di entrambe le parti, ossia l’ente previdenziale e l’assicurato. Detta operazione è attivata previa presentazione di apposita domanda del lavoratore interessato, da cui prende avvio il procedimento amministrativo rivolto all’accertamento dei requisiti di legge e che si conclude con una proposta di riscatto da parte dell’Istituto previdenziale; l’accettazione del medesimo interessato è rimessa alla preventiva valutazione da parte di quest’ultimo in ordine alla convenienza dell’operazione, anche in ragione dell’entità dell’onere quantificato.
Ebbene, sia le disposizioni relative alla legge di bilancio 2017 sia il DM suddetto sono state introdotte con la finalità di offrire ai datori del settore del credito ordinario e del credito cooperativo un particolare strumento per la gestione di situazioni occupazionali che avrebbero potuto generare eccedenze di personale. Tali misure, inoltre – che dovrebbero consentire la gestione non traumatica di potenziali esuberi – trovano la loro concreta attuazione entro un percorso di confronto sindacale, che consenta di contemperare nel modo più efficace le esigenze dei lavoratori potenzialmente interessati con quelle del datore. In particolare, la fattispecie introdotta dalla legge di bilancio non prevede alcun obbligo da parte dei datori di esercitare la domanda di riscatto a beneficio dei propri dipendenti, né sono individuati requisiti specifici per l’accesso all’assegno straordinario. Infatti, ai fini del conseguimento della pensione anticipata o di vecchiaia entro il periodo massimo di fruizione di tale prestazione, si prevede l’erogazione del predetto assegno, a carico della gestione previdenziale di appartenenza, al perfezionamento dei requisiti minimi contributivi e anagrafici, richiesti al momento del pensionamento.
Dunque, l’accesso alla prestazione straordinaria da parte di un’azienda destinataria del Fondo di solidarietà di settore è subordinato all’osservanza della relativa procedura, la cui attivazione avviene in attuazione di appositi accordi collettivi tra datori di lavoro e organizzazioni sindacali. Nell’ambito di detto accordo saranno definiti i termini e le modalità per la concreta attuazione della procedura di esodo, in relazione da un lato ai criteri di individuazione dei lavoratori potenzialmente interessati e, dall’altro, alla sostenibilità del piano incentivante da parte dell’azienda.
Successivamente il datore può presentare tale accordo alla competente sede INPS, che provvederà a verificare l’esistenza dei requisiti previsti per l’accesso alla prestazione straordinaria, nonché l’effettiva cessazione del rapporto di lavoro.