Maggiorazione e Sindrome da talidomide

 


In riferimento ai soggetti affetti da “sindrome da talidomide”, in presenza di idonea documentazione sanitaria accertante la condizione malformativa con ascrizione della stessa ad una delle prime 4 categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, la maggiorazione deve essere attribuita, a domanda, ai fini pensionistici, dall’inizio dell’attività lavorativa per il servizio effettivamente prestato nella condizione invalidante presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative, nel limite massimo di cinque anni.


La sindrome da talidomide si configura come sindrome malformativa congenita, cioè presente fin dalla nascita, determinata dall’assunzione dell’omonimo farmaco durante alcune fasi della gravidanza, che può dare luogo ad un quadro malformativo che si estrinseca clinicamente in una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della macromelia.
L’art. 80, comma 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 dispone il riconoscimento del diritto alla maggiorazione contributiva per i lavoratori sordomuti, nonché invalidi per qualsiasi causa ai quali sia stata riconosciuta una invalidità superiore al 74 percento ovvero ascritta alle prime quattro categorie della Tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra.
L’art. 2, co. 6, DM n. 163/2009 dispone che: “Il giudizio sanitario sul nesso causale tra la somministrazione del farmaco talidomide in gravidanza e le lesioni o l’infermità da cui è derivata la menomazione permanente del soggetto, nella forme dell’amelia, dell’emimelia, delle focomelia e della micromelia, è espresso, entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione, dalla Commissione medico-ospedaliera…” ed il comma 7, che la commissione medico-ospedaliera….esprime, altresì, il giudizio di classificazione delle lesioni e delle infermità.
Ciò posto, in presenza di idonea documentazione sanitaria accertante la condizione malformativa sopra riportata con ascrizione della stessa ad una delle prime 4 categorie della citata tabella, la maggiorazione deve essere attribuita, a domanda, ai fini pensionistici, dall’inizio dell’attività lavorativa per il servizio effettivamente prestato nella condizione invalidante presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative, nel limite massimo di cinque anni.
Allorché invece risulti attestata esclusivamente la condizione di invalidità civile superiore al 74%, non potendosi discriminare se e quanto a tale percentuale concorrano altre condizioni patologiche acquisite, la decorrenza del beneficio andrà valutata come per la generalità delle patologie invalidanti.