Indennità una tantum e indennità onnicomprensiva

 


Il decreto Ristori ha nuovamente previsto, a favore dei soggetti che hanno già beneficiato dell’indennità onnicomprensiva di cui all’articolo 9, DL 14 agosto 2020, n. 104, l’erogazione una tantum della stessa indennità di importo pari a mille euro.I lavoratori appartenenti alle categorie in questione, che hanno già fruito dell’indennità onnicomprensiva, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum del decreto Ristori, ma la relativa indennità sarà erogata dall’INPS secondo le modalità già indicate dagli stessi e con cui è stato effettuato il pagamento dell’indennità onnicomprensiva di cui al citato articolo 9 (circolare Inps n. 137/2020).


Il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (decreto Ristori) all’articolo 15, comma 1, ha nuovamente previsto – a favore dei soggetti che hanno già beneficiato dell’indennità onnicomprensiva di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 104/2020 – l’erogazione una tantum della medesima indennità di importo pari a 1.000 euro. In particolare, i lavoratori destinatari della tutela, denominata “indennità onnicomprensiva”, di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 104/2020 sono:
– i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori intermittenti;
– i lavoratori autonomi occasionali;
– i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
– i lavoratori dello spettacolo;
– i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali.
Pertanto, tutti i lavoratori appartenenti alle categorie sopra elencate, che hanno già fruito dell’indennità onnicomprensiva di cui all’articolo 9 citato, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum del decreto Ristori, ma la relativa indennità sarà erogata dall’INPS secondo le modalità già indicate dagli stessi e con cui è stato effettuato il pagamento dell’indennità onnicomprensiva di cui all’articolo 9.
Per quanto riguarda i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali ed i lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che non hanno già fruito dell’indennità onnicomprensiva di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 104/2020, l’Inps precisa che è ammesso l’accesso all’indennità in argomento anche a favore dei lavoratori che – successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro con qualifica di stagionale o in somministrazione – hanno instaurato e comunque cessato alla data del 29 ottobre 2020 un altro rapporto di lavoro subordinato.
Con particolare riferimento ai lavoratori in somministrazione, considerata la natura di tale rapporto di lavoro, l’Istituto chiarisce che l’istruttoria sarà centralizzata, al fine di controllare la presenza, nelle comunicazioni obbligatorie inviate dai datori di lavoro al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (UniSomm), dell’indicazione, nel periodo utile all’ammissibilità della indennità, dell’invio in missione presso soggetti utilizzatori appartenenti alle categorie ATECO sopra riportate. Qualora l’esito di tale controllo centralizzato non sia positivo, la domanda verrà posta in uno stato di “preavviso di reiezione”, che sarà comunicato tempestivamente al lavoratore, al fine di consentire l’eventuale presentazione della documentazione probatoria utile alla revisione dell’esito stesso.
Sarà considerata quale documentazione probatoria utile: il contratto o la lettera di assegnazione all’azienda utilizzatrice da cui si evinca lo svolgimento delle attività di lavoro in argomento o, in subordine, l’eventuale certificazione da parte del datore di lavoro, società di somministrazione, dello svolgimento di tale attività con la specifica del periodo e della ragione sociale dell’azienda utilizzatrice, nonché della matricola aziendale.


Presentazione della domanda
Come già precisato, i lavoratori già beneficiari dell’indennità onnicomprensiva di cui all’art. 9 del D.L. n. 104/2020 non devono presentare una nuova domanda per l’accesso alle indennità una tantum di cui all’art. 15, co. 1, del decreto Ristori.
I lavoratori che non hanno invece beneficiato dell’indennità onnicomprensiva di cui all’art. 9 possono presentare domanda per il riconoscimento delle indennità onnicomprensive di cui all’articolo 15, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto Ristori. Pur avendo l’articolo 15, comma 7 introdotto un termine di presentazione della domanda alla data del 30 novembre 2020, la natura di detto termine, su conforme parere ministeriale, è non decadenziale; pertanto, per consentire un adeguato tempo all’utenza e agli intermediari per presentare le domande per i nuovi beneficiari e nello stesso tempo consentire all’Istituto il pagamento di queste prestazioni entro la fine dell’anno corrente, sarà possibile presentare la domanda entro la data del 18 dicembre 2020.
I lavoratori potenziali destinatari delle indennità di cui sopra, al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando i consueti canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato nel sito internet dell’INPS.


Incumulabilità ed incompatibilità tra le indennità di cui all’art. 15, DL n. 137/2020 e altre prestazioni previdenziali
Ai sensi dell’art. 15, co. 7, del decreto Ristori, le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 15 non sono tra esse cumulabili e non sono altresì cumulabili con l’indennità di cui all’articolo 14, ossia con le nuove misure introdotte in materia di Reddito di emergenza.
In analogia a quanto disposto dall’articolo 86 del decreto Rilancio Italia, anche indennità di cui all’articolo 15 sono incumulabili con l’indennità a favore dei lavoratori domestici, con le indennità a favore dei lavoratori sportivi e con l’indennità per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.
Le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 dell’articolo 15 del DL cd. Ristori non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili (art. 15, co. 7, DL n. 137/2020) con l’indennità relativa al reddito di emergenza (articolo 14, DL n. 137/2020), nonchè con l’indennità a favore dei lavoratori domestici, con le indennità a favore dei lavoratori sportivi e con l’indennità per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria. Tali indennità non sono altresì cumulabili con l’indennità a favore dei pescatori autonomi e con l’indennità a favore dei lavoratori marittimi.
Tutte le indennità in esame sono incompatibili con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata, degli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, nonché con la c.d. APE sociale.
Per quanto concerne la compatibilità delle indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 dell’articolo 15 del DL cd. Ristori, con il Reddito di cittadinanza, esse non sono compatibili con un beneficio del Reddito di cittadinanza in godimento pari o superiore a quello delle indennità medesime. Quindi, ai beneficiari delle indennità in questione, qualora fossero titolari di un Reddito di cittadinanza di importo inferiore a 1.000 euro, non verrà erogata l’indennità COVID-19, ma verrà riconosciuto un incremento del Reddito di cittadinanza di cui sono titolari fino all’ammontare di 1.000 euro.
Le citate indennità sono invece cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità.
Le indennità di cui ai commi 1, 3, 5 e 6 dell’articolo 15 del DL cd. Ristori sono compatibili e cumulabili con l’indennità di disoccupazione NASpI, con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL e con l’indennità di disoccupazione agricola.
Infine, le indennità di cui al richiamato articolo 15 sono compatibili e cumulabili con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile (circolare Inps n. 137/2020).