Inapplicabilità del divieto di compensazione in presenza di debiti a ruolo scaduti relativi all’IMU

 


Il divieto di cui all’art. 31, co. 1, D.L. n. 78/2010, conv. con modif. dalla L. n. 122/2010, che impedisce l’utilizzo dei crediti in compensazione fino a concorrenza dei debiti scaduti per imposte erariali, non trova applicazione anche in presenza di carichi iscritti a ruolo a titolo di IMU (Agenzia Entrate – risposta 22 settembre 2020, n. 385).

Il contribuente riferisce all’Agenzia delle Entrate che dalla dichiarazione IVA/2020, inviata telematicamente in data 30 giugno 2020 – su cui ha apposto il visto di conformità il professionista abilitato- emerge un credito che vorrebbe utilizzare in compensazione con le ritenute operate a titolo di acconto sui redditi di lavoro autonomo.
Al momento, tuttavia, pendono a suo carico debiti per IMU scaduti iscritti a ruolo a titolo provvisorio di importo superiore a 1.500 euro, a tutt’oggi sub judice, per le annualità 2012 e 2013, relativi ad un fabbricato produttivo di categoria D. Tanto premesso, l’istante chiede se il divieto di cui all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge del 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 – che impedisce l’utilizzo dei crediti in compensazione fino a concorrenza dei debiti scaduti per imposte erariali – possa trovare applicazione anche in presenza di carichi iscritti a ruolo a titolo di IMU.

L’Agenzia rammenta che, con la Risoluzione n. 2/DF del 2012, il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel fornire chiarimenti in tema di “procedure di riversamento, rimborso e regolazioni contabili relative ai tributi locali”, ha precisato “…che l’esigenza di presentare l’istanza di rimborso al comune è dettata dalla circostanza che, anche nell’ipotesi di errato versamento nei confronti dello Stato, l’ente locale è l’unico soggetto legittimato alla verifica dell’esatto assolvimento dell’obbligo tributario da parte dei soggetti passivi. Si ricorda, inoltre, che sia per l’IMU quota Stato che per la maggiorazione TARES il legislatore, rispettivamente con l’art. 13, comma 11, del D.L. n. 201 del 2011 e con l’art. 1, comma 705 della legge n. 147 del 2013, ha previsto chele relative attività di accertamento e riscossione sono svolte dai comuni ai quali spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo di tributo, interessi e sanzioni” (cfr. circolare n. 1/DF, del 14 aprile 2016).
Esclusa, dunque, la natura erariale dell’IMU ne consegue l’inapplicabilità al caso prospettato del divieto di compensazione previsto dall’articolo 31 del decreto-legge n.78 del 2010.