Decade l’agevolazione IVA per l’acquisto dell’autoveicolo per disabili non a carico

 


Se il disabile non è fiscalmente a carico, il soggetto acquirente dell’autovettura non ha diritto ad usufruire dell’aliquota iva agevolata. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 12 luglio 2019, n. 230).

In base alle previsioni di cui al n. 31) della Tabella A, parte seconda, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, sono soggetti ad IVA con aliquota agevolata nella misura del 4 per cento, tra l’altro:
– gli autoveicoli di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici se con motore a benzina e a 2800 centimetri cubici se con motore diesel, anche prodotti in serie, adattati per la locomozione dei soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ceduti ai detti soggetti o ai familiari di cui essi sono fiscalmente a carico;
– gli autoveicoli di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici se con motore a benzina, e a 2800 centimetri cubici se con motore diesel, ceduti a soggetti non vedenti e a soggetti sordomuti, ovvero ai familiari di cui essi sono fiscalmente a carico.
Il beneficiario, per ottenere l’applicazione dell’IVA con aliquota del 4 per cento, deve produrre al cedente, all’atto della cessione, la documentazione attestante il diritto all’agevolazione, tra cui la certificazione relativa alla condizione di disabilità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto del veicolo non ha acquistato un analogo veicolo agevolato. I veicoli debbano essere immatricolati ed iscritti “nel pubblico registro automobilistico nei confronti dell’acquirente avente diritto all’applicazione dell’aliquota agevolata. Entro trenta giorni dalla data della cessione, il cedente è tenuto a comunicare all’ufficio dell’Agenzia delle entrate, territorialmente competente in ragione della residenza dell’acquirente, la data dell’operazione, i dati anagrafici e la residenza dell’acquirente nonché la targa del veicolo ceduto. Inoltre, che gli adattamenti del veicolo devono risultare dalla carta di circolazione.
Le agevolazioni tributarie e di altra natura, relative agli autoveicoli utilizzati per la locomozione dei soggetti con ridotte o impedite capacità motorie, sono riconosciute a condizione che gli autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio dei predetti soggetti.
In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito delle autovetture per le quali l’acquirente ha usufruito dei benefìci fiscali prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto, è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse. La disposizione non si applica per i disabili che, in seguito a mutate necessità dovute al proprio handicap, cedano il proprio veicolo per acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi adattamenti.
Nella fattispecie rappresentata, l’autovettura acquistata, benché utilizzata per i fini previsti dalla norma agevolatrice, è stata intestata ad un soggetto che non possiede il requisito di cui al citato n. 31 della Tabella A, parte seconda, poiché il disabile non è fiscalmente a suo carico. Tale circostanza, quindi, comporta che il soggetto acquirente, non avendo diritto ad usufruire dell’aliquota iva agevolata, deve versare la differenza di imposta rispetto a quella che ha già pagato al concessionario all’atto dell’acquisto.
Per consentire al contribuente di adempiere a tale obbligo si può utilizzare la medesima procedura prevista nel caso in cui ricorra l’ipotesi di decadenza dall’agevolazione. Pertanto, in generale, l’interpellante dovrà provvedere a comunicare la rappresenta assenza di presupposti alla Direzione Provinciale territorialmente competente, anche mediante le medesime modalità e con identiche informazioni presenti nell’istanza di interpello in oggetto. Sarà cura dell’Ufficio competente, poi, procedere a recuperare la differenza di imposta non versata.