COMPILAZIONE 730/2020: contributi previdenziali volontari

 



In sede di dichiarazione dei redditi è possibile portare in diminuzione del reddito complessivo su cui calcolare le imposte, l’ammontare dei contributi versati facoltativamente all’ente che gestisce la forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. Tale beneficio però deve ritenersi escluso se il contribuente è residente in uno Stato estero, dove produce gran parte del proprio reddito complessivo.


Secondo la previsione dell’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR, sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari versati all’ente pensionistico di appartenenza.
In particolare, è deducibile dal reddito complessivo l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali versati facoltativamente, nell’anno 2019, all’ente pensionistico di appartenenza, compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi, per il riscatto degli anni di laurea (sia ai fini pensionistici sia ai fini della buonuscita), per la prosecuzione volontaria e per il cosiddetto “fondo casalinghe”.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di chiarire (risoluzione n. 25/E del 2001) che rientrano tra detti oneri deducibili, i contributi integrativi versati volontariamente alla cassa di appartenenza da lavoratori che hanno interrotto o cessato l’attività di lavoro autonomo, allo scopo di perfezionare i requisiti di contribuzione necessari per raggiungere il diritto ad una prestazione pensionistica.




Si ricorda che, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d. lgs. n. 184/1997, la contribuzione volontaria non è ammessa per contestuali periodi di assicurazione ad una delle forme di previdenza obbligatoria per lavoratori dipendenti, pubblici e privati, per lavoratori autonomi e per liberi professionisti, nonché per periodi successivi alla data di decorrenza della pensione diretta liquidata a carico delle predette forme di previdenza.


In base al disposto del comma 2 del citato articolo 10, i contributi previdenziali e assistenziali versati facoltativamente sono deducibili anche se sostenuti nell’interesse di un familiare a carico.


In sede di compilazione del modello 730/2020 l’importo dei contributi versati facoltativamente deve essere indicato nel Quadro E – Sezione II – al rigo E21, cumulativamente agli altri contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati nell’anno (ad esempio, al Fondo artigiani e commercianti dell’Inps, alla Gestione separata Inps per la quota a carico del lavoratore, alle Casse di previdenza dei professionisti, all’Enasarco per la quota a carico degli agenti e rappresentanti).
Qualora per la dichiarazione dei redditi si opti per il modello Redditi PF/2020, l’importo deve essere indicato nel Quadro RP – Sezione II – al rigo RP21, sempre cumulativamente agli altri contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati nell’anno.


Se i contributi volontari sono stati versati tramite il datore di lavoro, l’importo è indicato al punto 431 della Certificazione Unica 2020 nell’ammontare totale degli oneri deducibili e individuato specificamente con il codice “1” nei punti da 432 a 437 della medesima C.U.


CONTRIBUTI VOLONTARI VERSATI DA SOGGETTI NON RESIDENTI


Alla regola appena enunciata fanno eccezione i contributi volontari versati all’ente pensionistico di appartenenza dal soggetto residente all’estero e domiciliato fiscalmente in Italia.
Al riguardo l’Agenzia delle Entrate ha precisato (Risposta ad interpello n. 148 del 26 maggio 2020) ha precisato che la deducibilità è riconosciuta solo in presenza di specifici requisiti.
Ciò in quanto, secondo le disposizioni del TUlR le persone fisiche fiscalmente non residenti nel territorio dello Stato sono soggetti passivi IRPEF e il relativo reddito complessivo è formato soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato. Ai fini della determinazione dell’imposta dovuta sono deducibili dal reddito complessivo soltanto gli oneri indicati alle lettere a), g), h), i) e l) del comma 1 dell’art. 10 del TUIR, e tale elencazione deve ritenersi tassativa.
Come è facile notare, nell’elenco non sono ricompresi i “contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”, indicati alla lettera e), comma 1 del citato articolo 10.
In termini generali, dunque, ai fini della determinazione del reddito prodotto in Italia, i contributi previdenziali versati nel nostro Paese da un soggetto residente all’estero non possono trovare alcun riconoscimento fiscale, trovando applicazione il principio di tassatività dell’elencazione sopra richiamata.
Tuttavia, si rendono applicabili i medesimi criteri di deducibilità degli oneri previsti per i soggetti residenti, qualora il soggetto non residente rispetti i seguenti requisiti:
– essere residente in un Paese estero che assicura un adeguato scambio di informazioni (D.M. 23 marzo 2017);
– il reddito prodotto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;
– non goda di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza.
Solo in presenza delle suddette condizioni, dunque, i contributi versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza possono essere dedotti anche dal soggetto non residente.