Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: esame definitivo

 


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Comunicato 10 gennaio 2019, n. 37).

Tra le principali novità:
– sostituito il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale”, in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”;
– introdotto un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;
– priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
– privilegiate, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
– uniformata e semplificata la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
– prevista la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
– istituito presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
– armonizzate le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.